La Veggia

Laveggia interpreta la nuova espressione di un’azienda nata nel 1964 modificandosi nel corso degli anni per raggiungere una nuova identità nel 2008. Attraverso una radicale ricapitalizzazione sia di uomini che di mezzi si trasforma in quella che oggi potremo definire un’azienda nuova che guarda al futuro senza perdere di vista l’esperienza in cui affonda le proprie radici.

Materie prime: un rincaro in tandem per la cellulosa

//Materie prime: un rincaro in tandem per la cellulosa

I costi delle materie prime fibrose di inizio 2017

Dall’inizio del 2017 le cartiere si stanno confrontando con nuovi rincari delle materie prime fibrose (fibre vergini e carta da riciclare) che, in linea con la generalità delle altre materie prime industriali, traggono origine da dinamiche sempre più estranee al mercato europeo.

Determinanti, a questo proposito, i riflessi degli andamenti della domanda asiatica, in particolare quella cinese, sui mercati globali di queste materie prime in termini sia di disponibilità che di quotazioni.

Per le cellulose, commercializzate in USD, restano rilevanti in Europa gli effetti della debolezza dell’Euro, fattore che penalizza in particolare le imprese italiane che dipendono dall’estero per la quasi totalità dei propri fabbisogni. Rincari da inizio anno anche sul fronte della carta da riciclare. Materia prima ampiamente disponibile sul mercato nazionale (nel 2016 la raccolta interna è stata di circa 6,5 milioni di tonnellate a fronte di un consumo di quasi 4,9 milioni di tonnellate), di cui l’Italia esporta volumi rilevanti (oltre 1,9 milioni di tonnellate), per il 70% diretti verso i mercati asiatici, in particolare verso quello cinese (oltre 1 milione di tonnellate).

Il fenomeno non riguarda solo l’Italia: considerando l’export europeo (UE 28) di carta da riciclare, pari, in complesso, a 11,4 milioni di tonnellate nel 2016, i volumi diretti in Cina (oltre 8,6 milioni di tonnellate), ne rappresentano una quota pari al 76%. Dalla fine dell’estate scorsa la domanda cinese di questa materia prima è tornata su livelli elevatissimi comportando difficoltà per l’offerta di seguirne gli andamenti con rilevanti rincari di alcune qualità. In particolare, sempre con riferimento alla Cina, per alcune tipologie, prevalentemente utilizzate nella produzione di imballaggi, i prezzi sono lievitati di quasi il 60% su base annua (tra metà marzo 2016 e metà marzo 2017) con aumenti che si stanno susseguendo di settimana in settimana. Gli impatti sul mercato italiano di questi andamenti: rincari fino a oltre il 40% per qualità analoghe a quelle citate, che hanno contagiato anche tipologie più nobili.

I costi delle materie prime energetiche di inizio 2017

Da segnalare inoltre i rincari dell’energia elettrica (+20/25 €/MWh nel primo bimestre rispetto allo stesso periodo 2016) a causa del fuori servizio per manutenzioni di diverse centrali nucleari francesi. I recenti rientri in servizio di tali centrali sembra stia riportando il prezzo medio di borsa sui livelli del marzo 2016. Segnali di calo, invece, per le quotazioni del gas per via del termine della stagione fredda, ma i valori su base annua restano sensibilmente superiori a quelli dell’anno prima. Con riguardo ai costi di approvvigionamento energetico occorre segnalare che con la conversione in legge del dl n.244/2016 del dicembre scorso (decreto milleproroghe) è stato definitivamente abrogato il pagamento del 5% degli oneri di sistema sull’autoconsumo di energia elettrica e il ritorno all’applicazione degli oneri di sistema elettrici alla sola energia prelevata da rete. Si tratta di una disposizione, fortemente richiesta da Assocarta, che comporta un risparmio per le cartiere di circa 10 milioni di Euro l’anno.

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